
Viaggio di gruppo Senegal e Gambia
Il Senegal e il Gambia sono ritmo, sorrisi e sabbia che si infila ovunque. Sono profumo di pesce grigliato, tamburi che suonano anche quando nessuno li tocca e bambini che ti salutano gridando “toubab!” da lontano. Sono terre che non si osservano, ma che si vivono.
E noi abbiamo pensato di farvele vivere, al meglio, con un itinerario di 12 giorni pensato e da noi costruito per attraversare Senegal e Gambia insieme, in collaborazione con Renken Onlus. È quindi un viaggio di volontariato?! No, è un viaggio preparato a quattro mani con chi il territorio lo conosce da sempre, ed è in grado di offrire uno spaccato vero e reale, non turistico e patinato.
Partiamo da Dakar, città che vive a volume massimo: oceano, traffico, surfisti e moschee convivono come se fosse la cosa più naturale del mondo. Da qui raggiungiamo l’Île de Gorée, minuscola e colorata, che un tempo ha visto partire le navi degli schiavi e oggi è un’isola di pace e arte, dove ogni vicolo profuma di memoria e rinascita. Dopo aver visto il Lago Rosa, lasciamo la capitale.
Ci imbarchiamo su un traghetto notturno e ci svegliamo nella Casamance, il Senegal più verde, più lento e più sorprendente. Qui cambiano i volti, la lingua, il ritmo. Foreste di mangrovie, villaggi animisti e strade di sabbia che portano a posti senza nome ma pieni di vita.
Visitiamo Oussouye, dove il Re animista conserva ancora la saggezza delle tradizioni antiche, e poi l’isola di Carabane, un luogo sospeso nel tempo, tra palme, chiese invase dalle liane e bambini che giocano sulla riva. A Kafountine e Nioko Bokk entriamo nel cuore pulsante della vita locale: laboratori di artigianato, cucine all’aperto, danze improvvisate e una comunità che accoglie chiunque con un sorriso.
È qui che la parola “viaggio” cambia significato: non stiamo solo vedendo un posto nuovo, lo stiamo condividendo. Poi attraversiamo la frontiera e ci tuffiamo in Gambia, il Paese più piccolo dell’Africa, ma con un’energia che trabocca ovunque. Da Banjul a Bijilo Beach, tra scimmie dispettose e onde infinite, ci godiamo il lato più spensierato del viaggio. Raggiungiamo James Island, isola storica sul fiume Gambia e poi ci mettiamo in marcia per tornare verso il nord, tra le strade di Kaolack e le lagune di La Somone.
Ecco il recappone banana con quello che faremo e vivremo:
🍌 Dakar, la big city
🍌 L’isola di Gorée, tra storia, colori e bouganville
🍌Il traghetto notturno verso la Casamance
🍌 L’isola di Carabane e il Re di Oussouye
🍌 I villaggi di Nioko Bokk e Kafountine
🍌 Tamburi, sorrisi e serate sotto le stelle
🍌 L’attraversamento del Gambia
🍌 Bijilo Beach e James Island
🍌 Le lagune e i tramonti di La Somone
Vabbè, lo sappiamo: scritto così non rende nemmeno lontanamente l’idea.
Leggi il programma completo qui sotto e preparati a sta figata di Senegal e Gambia








Il viaggio comincia tra gate d’aeroporto, zaini sovrappeso e quella strana miscela di ansia ed euforia che precede partenza.

Destinazione: Senegal, la porta dell’Africa Occidentale. Ore di volo, qualche scalo e un numero imprecisato di caffè dopo, si atterra a Dakar, dove l’aria sa di sale, sabbia e motori. Il caos dell’aeroporto è il primo assaggio del ritmo locale: un casino ordinato tutto suo, apparentemente casuale, ma perfettamente funzionale (a modo suo). Ci spostiamo verso Malika, un quartiere sul mare che sarà la nostra prima casa africana.
Qui lavora la Renken Onlus, che sostiene scuole e comunità locali, ed è anche il nostro primo contatto con la parte più autentica del Senegal.
La giornata finisce lenta, tra un piatto di riso e pesce. Domani inizia la nostra esplorazione!
Il sole è già alto, il canto del muezzin si mescola ai clacson e ai profumi del mercato. Che figata!

Usciamo e sistemiamo tutto quello che non abbiamo fatto ieri: schedine, una piccola spesa al mercato per i prossimi giorni. Poi prendiamo il traghetto per l’Île de Gorée, piccola e colorata, ma grandissima e nera per la storia che tramanda. Tra i vicoli pieni di bouganville e le case coloniali sbiadite, passiamo la giornata qui visitando la Maison des Esclaves, luogo di memoria e silenzio. Nel pomeriggio rientriamo a Malika.
Oggi ci spostiamo! Ma prima di lasciare la capitale, c’è una tappa che non ci possiamo perdere...

Andiamo al Lago Rosa, lago che è rosa per davvero, un tempo arrivo e tappa finale del Rally Parigi‑Dakar. Verso l’ora di pranzo, ci imbarchiamo sul traghetto per Ziguinchor, che ci porterà in Casamance, attraversando oceano e fiume in una sola notte.
Cena a bordo, chiacchiere al vento e stelle africane sopra la testa.
Benvenuti in Casamance! Questa mattina arriviamo a Ziguinchor, capitale lenta e verde del sud.

Sbarchiamo e ritiriamo le auto, con autista super top senegalese, e si parte verso la sonnolenta Oussouye. Qui ci facciamo un bel giro in bici nelle campagne qui attorno! Lungo la strada, palme altissime, risaie e villaggi di capanne. È un altro Senegal, più calmo e più profondo. Torniamo nel tardo pomeriggio, e dormiamo qui nei paraggi.
Oggi si parte presto, direzione costa. Strade di sabbia, palme, bambini che salutano a ogni curva e qualche mucca che attraversa la carreggiata.

Arriviamo al fiume e ci imbarchiamo su una piroga verso l’Isola di Carabane: un luogo sospeso tra Africa e Atlantico, tra storia e leggenda. Appena sbarcati sembra di entrare in un’altra epoca! Vecchie case coloniali, una chiesa invasa dalle liane… Pranzetto in riva al mare, piedi nudi nella sabbia, birretta fresca e il pensiero che se volessimo sparire per un po’, qui nessuno ci troverebbe mai qui. Ma non possiamo restare! Dobbiamo tornare verso Oussouye, dove ci attende il Re della Casamance. Non è un re da copertina, ma un sovrano vero, simbolo dell’antica spiritualità animista che ancora unisce le comunità locali. Lo si incontra nel suo compound, circondato da silenzio e rispetto, e mentre parla capisci che questa terra vive di equilibri antichi, invisibili, ma solidissimi. Che giornata pazzesca è stata? Quanto è bello non visitare il Senegal, ma viverlo?
Oggi direzione Kafountine, un villaggio di mare dove la sabbia finisce solo perché comincia l’oceano.

Lungo la strada attraversiamo foreste di anacardi, piccoli mercati e capanne con tetti di paglia. Arriviamo, e visitiamo la spiaggia: una distesa dorata dove centinaia di piroghe colorate tornano dal mare cariche di pesce e di storie. Vale la pena prendersi il tempo per osservare! Il profumo del pesce affumicato ti segue ovunque, e a un certo punto smetti di combatterlo e pensi: “ok, odorerò di Casamance per giorni”. Andiamo poi a Nioko Bokk, ci accoglie la comunità locale. Questa serà la nostra casa per i prossimi giorni! Quindi niente formalità: qui ci si saluta con abbracci e tamburi. Visitiamo i progetti della cooperativa, tra orti comunitari, laboratori artigianali e donne che impastano terra e speranza per costruire case, sogni e stoviglie. Chi vuole partecipa, chi vuole osserva,ma nessuno resta indifferente.
Tramonto con birra ghiacciata e tamburi che spuntano dal nulla, come sempre qui.
La giornata finisce con la sensazione di essere entrati davvero in un’altra Africa — quella che non trovi sulle mappe, ma solo conoscendo persone.
Oggi non si parte: si resta. La giornata è dedicata ai workshop con la comunità di Nioko Bokk, dove ogni attività come cucinare, intrecciare e costruire diventa un modo per conoscersi davvero.

Si comincia al mattino, quando il sole picchia già forte e il villaggio è in pieno movimento. Le donne preparano il couscous, i bambini corrono ovunque e il gallo, naturalmente, canta quando vuole.
Chi vuole impasta, chi intreccia cesti, chi macina spezie o semplicemente osserva, con quell’espressione da “non credevo che la semplicità potesse essere così bella”. Dopo pranzo ci si muove nei villaggi vicini, tra mercati di stoffe. La sera arriva lenta, accompagnata dal crepitio del fuoco e da una jam session di percussioni che trasforma il tramonto in una festa. Ceniamo tutti insieme e dormiamo sempre qui, nella nostra casa senegalese.
Oggi andiamo ad esplorare i dintorni! Visitiamo i villaggi di Abene e Diannah, due villaggi sulla costa bellini bellini.

Sabbia bianca, palme, reti da pesca e volti che raccontano mille storie. Si visitano scuole, mercati e laboratori artigianali. Si cammina lungo la spiaggia, si parla (molto, a gesti). La giornata finisce con un tramonto di fuoco: quello in Senegal, non manca mai.
È tempo di salutare Nioko bokk! Oggi è giorno di frontiera.

Lasciamo il Senegal e attraversiamo il confine verso il Gambia, con la calma di chi sa che il tempo è un concetto flessibile. Timbri, controlli, chiacchiere, e… raga, siamo in Gambia! Guidiamo verso Banjul, e poi fino a Bijilo Beach. Pomeriggio di relax sul mare, tra surfisti, scimmie e una birra fresca che sa di libertà. Chi vuole può visitare il Bijilo Forest Park, dove le scimmie ti fissano. Ti fissano malissimo! Dormiamo qui nei paraggi.
Oggi si parte all’alba, quando il cielo è ancora fresco e il fiume Gambia scorre lento, lentissimo.

Ci imbarchiamo su un piccolo traghetto diretto a James Island, un isolotto nel mezzo del fiume che, nonostante le sue dimensioni, racchiude secoli di storia e memoria. L’acqua è calma, le sponde si stringono, e intorno tutto diventa verde: palme, mangrovie, villaggi che appaiono e spariscono dietro le foglie. Poi, all’improvviso, eccola: una lingua di terra con le rovine di un vecchio fortino coloniale che ha visto passare troppe navi e troppe storie. Dopo pranzo si riparte, attraversando la frontiera e rientrando in Senegal.
Percorriamo strade infinite e arriviamo a Kaolack, città vivace e un po’ caotica, famosa per i suoi mercati di spezie e stoffe dai colori impossibili.
La sera, cena in città e brindisi con l’ultima birra senegalese del viaggio lungo il fiume. Dormiamo qui nei paraggi.
Buongiornissimo! E direte voi, “Buongiornissimo un cazz*”.

Perchè oggi proseguiamo verso nord, verso l’aeroporto. Ma prima raggiungiamo La Somone, dove il viaggio si chiude tra mare e laguna. Ultimo bagno, ultimi souvenir, ultimi sguardi. Nel pomeriggio riconsegna delle auto, saluti e trasferimento in aeroporto. La sera, volo di rientro. Stanchi, sorridenti, pieni di sabbia e di storie.
Atterraggio in Italia. Il corpo torna, la testa resta lì, ancora tra tamburi, risate e tramonti che sembravano infiniti.

ACCONTO E ISCRIZIONE
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🍌 Il Saldo restante sarà da versare 30 giorni prima della partenza (si paga direttamente nell'Area Personale);
🍌 Si può scegliere il pagamento tramite Bonifico o Carta (metodo di pagamento sicuro via Revolut);
🍌 Oppure puoi pagare il tuo viaggio fino a 4 rate con ALMA;
Il costo finale del viaggio, inclusi gli Extra che selezionerai, sarà mostrato durante il processo di iscrizione e nell'Area Personale.
La cassa comune stimata per questo viaggio varia tra i 100 e i 140€ (in base al numero di partecipanti) e conta:
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https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/SEN
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🍌 Sarà cura di ogni viaggiatore interessato al viaggio verificare di soddisfare tutti i requisiti d’accesso nel o nei Paesi di destinazione (documentazione e/o requisiti Covid). Sto Gran Tour si solleva da ogni responsabilità in caso di rifiuto di accesso al Paese; (siamo sempre disponibili a rispondere a tutte le domande)
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🍌 Il costo finale del viaggio, inclusi gli extra, sarà mostrato durante il processo di iscrizione e nell'Area Personale;
🍌 Prima della partenza potrai stipulare un'assicurazione per annullamento viaggio che copra in caso di annullamento secondo le casistiche disponibili ed elencate nel PDF assicurativo. Trovi il PDF consultabile e scaricabile durante il processo di iscrizione, prima della conferma viaggio;
🍌 Se ritieni che l'assicurazione proposta da Sto Gran Tour NON risponda alle tue esigenze, potrai stipularne una per conto tuo;
🍌 Sto Gran Tour non si assume responsabilità nel caso in cui il motivo dell'annullamento viaggio del partecipante non dovesse rientrare tra le casistiche coperte dall'assicurazione.
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💡 Viaggiare in gruppo significa condividere, ed è parte della magia del viaggio! Potrebbe capitare di dividere, oltre a un’esperienza incredibile, anche la stanza e, in alcuni casi, il bagno.
Se per te avere una camera doppia è questione di vita o di morte (ma proprio che senza non puoi sopravvivere), scrivici prima della partenza! Così evitiamo problemi, malintesi e inutili rotture di minch** per entrambi.
In tutti i nostri viaggi è sempre incluso il bagaglio a mano e, dove previsto, la priority. Il bagaglio da stiva, invece, non è incluso, a meno che la compagnia aerea non lo offra già nella tariffa base (cosa sempre più rara, come i panda albini).
Ora, parliamoci chiaro: noi sconsigliamo di imbarcare il bagaglio da stiva. Perché? Perché le compagnie aeree, nella loro infinita imprevedibilità, lo perdono. E ritrovarsi senza vestiti o altro, non è il modo migliore per iniziare un viaggio.
Ma se per te partire senza la valigia è impensabile, tipo che senza il tuo phon ionico non puoi sopravvivere, allora nessun problema! Puoi aggiungere il bagaglio in stiva pagando il supplemento della compagnia aerea, che ti comunicheremo dopo l’acquisto del volo.
Occhio! Il rischio di smarrimento del bagaglio è sempre dietro l’angolo, indipendentemente dalla compagnia aerea. Chi decide di imbarcarlo, lo fa consapevolmente e a proprio rischio.
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