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Mongolia
un viaggio da nomadi in UAZ

Viaggio Avventura in Mongolia

Una Spedizione Sto Gran Tour alla scoperta della Mongolia. 

Questo è un viaggio on the road come si deve, una spedizione in pieno stile Sto Gran Tour. Attraversiamo la Mongolia a bordo di scassatissimi furgoni sovietici e col nostro piccolo convoglio, ci accampiamo nel deserto e ci facciamo ospitare dalle famiglie nomadi nelle loro yurte tra il deserto del Gobi e le Montagne Centrali.

Faremo un sacco di cose tra cui: mangiare il gelato comunista, arrampicarci sulle dune e cavalcare cavalli spelacchiati… pronti per questo viaggio in Mongolia?! 

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1

Scende alla prossima? Si va in Mongolia.

Ci spaparanziamo sui sedili di un volo diretto in Mongolia, inizia un’altra avventura.
 

Dal finestrino dell’aereo vediamo la Siberia, la steppa e poi le prime gher, beh… siamo quasi in Mongolia.

2

I gelati comunisti di Ulan Bator

La prima cosa che facciamo a Ulaanbaatar è lavarci le ascelle in hotel. Poi facciamo un giro tra

i russi sospettosi e i mongoli sorridenti, nella piazza di Gengis Khan, nel museo dei dinosauri più triste ma importante della storia. Pranzo con street food mongolo e il famigerato gelato comunista!!
Finiamo la giornata sul belvedere della Capitale, dove vediamo come i grattacieli stanno prendendo il posto delle tende tradizionali della città. Noi ovviamente facciamo il tifo per le yurte...
Notte a Ulan Bator, prima e ultima notte di civiltà.

3

Barbecue nel deserto

“Dove andiamo noi non ci sono strade”, citazione più che azzeccata. 

Da oggi iniziamo ad attraversare la steppa a bordo dei nostri mitici UAZ: sono vecchi furgoni sovietici, pericolosi e inarrestabili, proprio come le nostre intenzioni. Dopo qualche ora di guida arriviamo nella riserva di Ih Gazriin Chuluu, dove facciamo un salto tra delle rocce enormi stile Death Valley, rossissime e a perdita d’occhio.

Finiamo la giornata montando il campo sotto le stelle e con il barbecue più caldo del deserto. YESSS.

4

A caccia di Pikachu

È sempre bello svegliarsi nel deserto! Stamattina guidiamo verso l’area del Gobi e facciamo provviste nell’ultimo avamposto civile: birra, patatine e carne di capra secca.

Cerchiamo di raggiungere la valle Yolyn Am di pomeriggio (quindi Yolin Pm... badum pts). Si tratta di una lunga e profonda gola, dove camminiamo tra i canyon, con i piedi sopra un fiume di ghiaccio.
La vallata è popolata dai pika, i veri Pikachu! Sono dei piccoli roditori che non fanno altro che scappare tutto il giorno dalle aquile… o dalle sfere pokeball.

Di sera raggiungiamo un accampamento di nomadi dove passiamo la notte!

 

5

Gobbi sul Gobi

Da qui in poi probabilmente non incontreremo più docce per cui mettetevi l’anima in pace: puzzeremo. Con i nostri fedeli mezzi sovietici ci inoltriamo nel deserto. La prima tappa di oggi sono le Flaming Cliffs a Bayanzag, rocce incredibilmente

belle e rosse, un paesaggio surreale. Facciamo una passeggiata tra canyon e nei punti panoramici che spiccano sul deserto, andando alla ricerca dei fossili di dinosauro da rivendere al mercato nero, magari ci ripaghiamo il viaggio. Questo è uno dei posti più famosi al mondo per il ritrovamento dei resti Jurassic!
Prossima tappa: Khongoriin Els, le dune di sabbia più alte e famose della Mongolia. SIAMO NEL DESERTO DEL GOBI!!!! Passiamo il pomeriggio provando a raggiungere la cima di sabbia, cosa impossibile dato che ogni due passi scivoli già di uno. Gobbi per la fatica arriviamo in cima, a farci i selfie al tramonto sul Gobi sotto di noi!! È uno dei posti più fighi di tutta la Mongolia!

Di notte ci spiaggiamo sotto le dune, ospiti di una famiglia nomade. Cena a base di cibo nomade e notte sotto le stelle più fighe della galassia...

6

Ma dove stiamo andando?!

Non lo sappiamo davvero stavolta. Giornata di puro spostamento mongolo! 

Vediamo scorrere il Gobi sotto le nostre ruote, facendo strada tra le piste non segnate e che ci piacciono tanto… iniziamo il viaggio verso le Montagne Centrali.
Di pomeriggio arriviamo ad Arvaikheer, una cittadina mongola senza se e senza ma.

Ci riposiamo in un alberghetto che con fierezza pubblicizza di avere la doccia!

7

Le terme mongole

Oggi finalmente ci si lava sul serio. Il paesaggio è cambiato, ora dai finestrini scorrono le montagne, e dei laghetti di passaggio. Poi arriviamo a Tsenher.

In mongolo Tsenher significa: “siamo arrivati in un posto fighissimo dove dentro l’accampamento di tende mongole c’è un fiume di acqua calda termale e dove ci laviamo e rilassiamo”. Pazzesco, tutto questo in una sola parola.
Ci meritiamo un pomeriggio intero di relax a mollo nell’acqua calda con una birretta , poi cena e notte nel campo tendato. Oh Yes!

8

A caval donato…

Si parte, verso l’ultima tappa delle Montagne Centrali. Dopo qualche ora di guida arriviamo nel Parco Naturale Horgo, ci sistemiamo nelle nostre gher, beviamo una tazza di tè salato mongolo con il pastore nomade. Siamo accampati proprio

di fronte al Terhiin tsagaan nuur (detto anche Lago Bianco) nella zona dei crateri vulcanici: uno dei territori meno popolati di una delle zone meno popolate del mondo. Siamo nel mezzo del niente.
Passiamo il pomeriggio a fare un trekking tra i vulcani, verso il cratere Horgo e le montagnole sul lago, magari riusciamo a convincere qualche nomade a prestarci i suoi cavalli per un giretto. 
Dormiamo nelle tende mongole in riva al lago, con una bella stufa alimentata a cacca secca di cavallo al centro della gher. Ah, oggi la toilette è un buco nel terreno! Stelle e fiamme!

9

Noi e la santità. 

I risvegli nelle yurta… che bella cosa! 
Stamattina si guida verso Kharkhorin, una delle città più importanti della Mongolia (bem 8000 abitanti!!). Lasciamo il deserto e le montagne per raggiungere

il monastero buddista Erdene Zuu. Arrivati a destinazione passiamo un paio d’ore all’interno del più grande e antico monastero della Mongolia, camminando tra i 108 stupa e i templi, salutando i monaci e facendo girare le ruote della preghiera.
Dopo esserci appioppati per bene un po’ di santità, facciamo un giro in città, dove ceniamo e passiamo la notte.
 

10

Civiltà, mon amour!

Oggi si torna ufficialmente alla civiltà, rientriamo a Ulaanbaatar.

Dopo mezza giornata di  guida arriviamo tra i palazzi della “metropoli”, salutiamo i nostri amici mongoli (il cuoco e i driver) e ci godiamo i prodigi della modernità nel nostro hotel:  prese elettriche, bidet e niente sterco sul pavimento! Oh yes!!
Serata a Ulaan Bataar e notte in hotel!

11

Cast Away

Oggi giorno libero in giro per la città, ci riposiamo, facciamo shopping mongolo e ci riduciamo come il tizio di Cast Away quando viene ritrovato: ci sfondiamo di cibo mongolo come se non ci fosse un domani.
 

Di sera festaccia a Ulaan Batar, per brindare a questo viaggio fuori di testa.

12

Si torna a casa :(

Saliamo su un volo che ci riporta a casa. Tutte le cose belle hanno una fine
Adiòs!

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