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Perché se fai un viaggio in Mongolia non puoi perderti il deserto del Gobi

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Il deserto del Gobi, situato tra la Cina e la Mongolia, è una delle zone più affascinanti e misteriose del pianeta. 

Sebbene sia conosciuto come un deserto – embè, si chiama deserto! –, in realtà il Gobi è molto più di una semplice distesa di sabbia: è un territorio vasto e variegato, dove si alternano dune, montagne, praterie secche e oasi vitali. 

Grazie alla sua bellezza unica e alla sua storia geologica affascinante, esso rappresenta una meta ideale per gli amanti dell'avventura, della natura e della cultura.

Ecco dunque dieci fatti curiosi che, probabilmente, non conoscevi su questa meraviglia del nostro pianeta.

Dieci curiosità sul deserto del Gobi che non ti aspetti

1. Non è affatto sabbioso

La maggior parte della superficie del deserto del Gobi non è sabbiosa, ma piuttosto di roccia nuda. 

Il Gobi è infatti un deserto all'ombra della pioggia, formato dalla catena montuosa dell'Himalaya, che impedisce ai venti monsonici dell'Oceano Indiano di raggiungere l'area. 

Paradossalmente, solo il 5% del deserto è coperto da sabbia, mentre il resto è coperto da rocce sedimentarie o da praterie secche. 

2. Il deserto del Gobi è la parte più ricca della Mongolia 

Nell'ultimo decennio, il deserto del Gobi ha fatto parlare di sé più per le sue risorse naturali che per i fossili di dinosauro. Il deserto è infatti ricco di rame, oro e carbone

Dalla fine degli anni Duemila sono in funzione enormi depositi minerari nel Gobi, come Oyu Tolgoi, la terza miniera di rame e oro al mondo, e Tavan Tolgoi, uno dei dieci maggiori depositi di carbone non sfruttati al mondo. 

Pensa che nel 2010 il costo stimato per la messa in produzione della miniera di Oyu Tolgoi era pari a 4,3 miliardi di euro, il che la rende il più grande progetto finanziario nella storia del Paese. 

Non a caso, la miniera rappresenta più del 30% del PIL della Mongolia

3. Un tempo era una terra di dinosauri

Sapevi che il deserto del Gobi è il più grande cimitero di dinosauri del mondo?!

Dalle Flaming Cliffs, i primi nidi di uova di dinosauro al mondo furono trovati dal ricercatore americano Roy Chapman Andrews nel 1923. In meno di due anni, il suo team scovò oltre 100 dinosauri e li portò al Museo Americano di Storia Naturale, dove si trovano tuttora. 

In 100 anni di esplorazioni paleontologiche, nel Gobi mongolo sono stati rinvenuti più di 80 generi di dinosauri, un quinto di quelli conosciuti dalla scienza, incluso il Tarbosaurus Bataar – cugino del Tyrannosaurus Rex. 

4. Le temperature sono molto estreme

Nei mesi invernali, il deserto del Gobi può raggiungere i -40°C – hai letto bene, meno quaranta! –, mentre in estate la temperatura più calda è di 45°C

Durante l'inverno, nevica abbastanza efficacemente da sostenere il bestiame e gli animali selvatici. Effettivamente, le dune di sabbia sono spesso coperte di neve, il che lo rende l'unico deserto al mondo a offrire scenari così contrastanti

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5. La terra del Gobi è… fertile!

Ma come… non parlavamo di un deserto?!

Contrariamente all'immagine tipica del deserto che abbiamo in testa, nel deserto del Gobi si possono vedere montagne, praterie, fiumi, piccoli laghi e soprattutto oasi, fondamentali per la fauna e le piante

Dagli anni '60, alcune oasi sono state utilizzate per la coltivazione, soprattutto di frutta come mini-mele, pesche e angurie. Nel Gobi, la stagione di crescita dura dai sei ai sette mesi, da aprile a ottobre: il doppio del tempo rispetto al resto della Mongolia. 

6. Si sta espandendo vertiginosamente

Il Gobi, superando il suo stato attuale, potrebbe presto diventare il quarto deserto più grande del mondo

Infatti, la regione desertica si sta estendendo rapidamente verso sud a causa della desertificazione. Il processo sta avvenendo a un ritmo allarmante, con il superamento di 3.600 km quadrati di praterie ogni anno. Le tempeste di sabbia sono aumentate di frequenza negli ultimi vent’anni, causando danni all'economia agricola cinese e riducendo il numero di capi di bestiame dei nomadi mongoli.

7. 33 deserti entrarono nel deserto tutti e 33… a no, non faceva così

Il deserto del Gobi non è un’unica distesa di sabbia, ma una combinazione di ben trentatré deserti ‘separati’, ognuno dei quali offre paesaggi e caratteristiche diverse. 

Il più grande si chiama ‘Galbiin Gobi’, con una superficie di 70.000 km quadrati, ed è noto per la sua terra rossa come Marte e per i cammelli rossastri. 

8. Il deserto del Gobi non è poi così deserto (eh?!)

Il deserto del Gobi non è del tutto disabitato, anche se ha una popolazione scarsa: una persona per chilometro quadrato, pensa! 

La principale fonte di sostentamento dei suoi abitanti è l'allevamento nomade di bestiame. Le mandrie, che comprendono cammelli, cavalli, pecore e capre, sono piccole e si spostano regolarmente. I cammelli bactriani a due gobbe sono ancora utilizzati per il trasporto. 

9. Un tempo, il deserto del Gobi si trovava sott’acqua

Ebbene sì!

Gli esperti suggeriscono che il deserto del Gobi sia stato un fondo marino nell'era preistorica

Nella regione sono state trovate teste di corallo fossilizzate, gigli di mare e innumerevoli conchiglie. 

10. Per essere un deserto, ha un’abbondante vegetazione

Le piante del Gobi resistono contro ogni previsione, presentando uno scenario di sopravvivenza unico.

Nelle montagne e nelle valli si trovano piccole piante simili a cespugli, mentre nelle zone semidesertiche la vegetazione è più ricca, con prati di cipolle selvatiche, paludi salmastre con rade aiuole di cespugli di caragana e steppe di erba piuma. 

Nelle sabbie crescono l'albero di saxaul, l'assenzio delle sabbie, ed erbe regolari e annuali come il kumarchik annuale del Gobi e la timuriya regolare. 

L'albero di saxaul è forse la pianta simbolo del deserto di Gobi. Simile a un cespuglio, ha una corteccia spugnosa che può essere pressata per estrarre acqua potabile, rendendolo un'importante fonte d'acqua per i nomadi che attraversano il deserto. 

Ora, la domanda sorge spontanea: ma com’è possibile che questo albero riesca a sopravvivere nel deserto?!

Gli studi hanno dimostrato che il saxaul in un terreno sabbioso sviluppa radici molto più profonde e più grandi rispetto alla sua parte superficiale, consentendogli di acquisire più acqua e di sopravvivere al periodo di siccità prolungato. 

Inoltre, lungo i drenaggi del deserto – dove c'è più acqua – si sviluppa una foresta di arbusti di saxaul che aiuta a fermare il movimento della sabbia

Purtroppo però, nell'ultimo secolo le foreste di saxaul si sono notevolmente ridotte a causa del riscaldamento globale e dell'aumento dell'attività umana. La sua scomparsa potrebbe causare l'erosione dei suoli desertici deboli, la riduzione della gestione naturale delle riserve idriche e l'aumento della velocità della desertificazione.

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Conclusioni

Allora, sei pronto per una vera e propria avventura nel cuore del deserto del Gobi, la terra dei dinosauri, delle oasi e dei depositi minerari? 

Se la risposta è sì, Sto Gran Tour ha quello che fa per te! Viaggiando con noi, scoprirai un deserto unico al mondo, dove il 95% della superficie non è sabbiosa ma di roccia nuda, dove si trovano oltre 80 generi di dinosauri, dove potrai ammirare paesaggi mozzafiato e assaporare la vita nomade degli abitanti del luogo. 

Affidati alla professionalità e all'esperienza di Sto Gran Tour, prenota il tuo viaggio nel deserto del Gobi e preparati a vivere un'esperienza indimenticabile.

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