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Guidare un tuktuk in Sri Lanka

storie 1 w03 Tuk tuk Copertina Blog

Esiste un mezzo pratico, piccolo e veloce, che permette di spostarti su qualsiasi strada, con qualsiasi condizione climatica. E se avete mai messo piede in Asia, avete capito di cosa stiamo parlando: il tukutk! Detto anche Bajaj, o meglio ancora "Ape".

Il tuktuk viene usato in tanti paesi del mondo, con prevalenza nel sud-est asiatico, ma anche nel continente africano. Noi di Sto Gran Tour siamo particolarmente affezionati a questo mezzo, per quello che rappresenta: un modo unico e diverso di viaggiare, vivere e vedere il mondo. Lentamente, senza nessuna fretta.

Quello che per tanti è "una perdita di tempo", il viaggiare lentamente, per noi è il vero valore aggiunto di questo mezzo.

In questo articolo del nostro Magazine, vi raccontiamo qualcosa di più sul tuktuk e del perchè siamo finiti a guidarlo spesso in Sri Lanka. 
 

Cos'è il tuktuk

Partiamo dall'inizio. Per esempio, capendo che cos'è il tuktuk! Non esiste una vera definizione, ma ci piace descriverlo come una scatoletta colorata a tre ruote, che ha come utilizzo quello del servizio taxi per trasporto di persone, ma anche un uso quotidiano familiare. È conosciuto come Bajay o Bajaj (dall'omonima azienda produttrice), mentre per noi italiani il nome più ricorrente è "Ape". Nel sud-est asiatico viene proprio considerato un simbolo cittadino!

Il nome deriva molto probabilmente dal rumore prodotto al regime minimo del motore (che generalmente è a due tempi) di chiaro riferimento motociclistico. Della stessa estrazione è anche l'impostazione di guida, perché il tuktuk ha un piccolo abitacolo destinato al guidatore, ed è presente un manubrio anziché il classico volante delle auto. Solitamente, ci viaggiano dalle 3 alle 4 persone: il guidatore davanti, e 2 o 3 persone dietro. Incredibile, ma vero, esiste anche un piccolo portabagagli.

Di tuktuk ne esistono di ogni tipo e colore! Spesso i guidatori (che sono tamarrissimi!!) li abbelliscono con luci al neon sparaflessscianti, sedili in pelo, boa di piume colorati, immagini religiose e tanto altro. Insomma la fantasia (e la vena kitsch) non hanno limiti.

Non esiste un vero e proprio tariffario di trasporto passeggeri per i tuktuk: ogni corsa, va contrattata con l'autista. 
 

Guidare un tuk tuk

Ci siamo chiesti in passato: ma se usassimo il tuktuk, per viaggiare? Intendiamo, per fare proprio un viaggio. E ci siamo risposti: sarebbe una gran figata! Il tuktuk infatti ha grandissime potenzialità, da essere sfruttate al di là del semplice trasporto cittadino. Per poterlo apprezzare, va usato tutti i giorni, tutto il giorno, viaggiandoci sopra da una tappa all'altra di un itinerario. 

Abbiamo così deciso di fare un esperimento in Sri Lanka, paese asiatico con un'altissima concentrazione di Tuktuk! Abbiamo noleggiato dei tuktuk da guidatori locali, e abbiamo fatto tutto il giro dello Sri Lanka con questa scatoletta. 

Il risultato? L'esperimento ci è piaciuto così tanto, che abbiamo creato un vero e proprio viaggio in Sri Lanka in tuktuk, aperto a tutti. 

Certo all’inizio bisogna prenderci un pò la mano e ci sono tanti fattori da tenere in considerazione: il tuktuk è piccolo, una scatoletta leggera sensibile ad ogni spostamento d'aria e la velocità che si può raggiungere non è molta. Piccolo il tuktuk, piccolo anche il serbatoio! L'itinerario va organizzato in base ai km di distanze e ai punti benzina. Ma ci si abitua presto! E va detto he vantaggi dell'utilizzarlo per viaggiare sono molti! 

  • si può viaggiare con sole o con la pioggia, perché si è al coperto;
  • si può percorrere qualsiasi tipo di strada, in qualsiasi condizione;
  • si viaggia lentamente, entrando in confidenza con la popolazione locale;
  • si viaggia in quello che sembra essere un salotto itinerante, perché a differenza della moto, si può parlare come se fossimo in macchina.


La regola del clacson

E su questa regola, ci dedichiamo un intero paragrafo. Bisogna ammetterlo: uno dei difetti più grandi dei guidatori di tante città asiatiche, è che guidano davvero come dei pazzi, apparentemente senza regole. Senza regole, tranne una che prevale sempre su tutto: la regola del clacson. Una semplice clacsonata può dire tante cose: passo prima io, passa tu, fermati, parti, saluto al passante, sgridata al passante, insulto, insulto pesante.... Ad un incrocio stradale per esempio, passa per primo chi ha il clacson più forte e più prepotente (e tanti saluti al codice stradale). L’altro o si sposta...o si sposta. Non ci sono molte alternative. 

 

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