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Cosa vedere in Marocco in 8 giorni: un assaggio delle cose pazzesche che ti aspettano

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Viaggiare in Marocco: un'esperienza che ti lascia senza parole (e senza punture di insetto)

Vuoi stare per ben 8 giorni in Marocco?

Ma sei matt*? 8 giorni lontano dallo smog della città, dalla tua vicina che spara la musica neomelodica a mille ogni mattina, dalla tristezza del cemento e dell'asfalto delle aree urbane?

E, soprattutto, 8 giorni senza la possibilità di godere del trash della nostra tv?

Beh, se hai deciso di compiere un simile sacrificio vogliamo condividere il fardello con te e accompagnarti in Marocco nel corso dei nostri tour.

E ora bando all'ironia e parliamoci seriamente: il Marocco è una bomba e una volta che lo vedrai dovranno chiamare le forze speciali per convincerti a tornare alla vita di tutti i giorni. In questo articolo ti vogliamo mostrare una piccolissima parte delle cose fighe che potrai vedere con i tuoi occhioni (perché a raccontartele tutte ci sarebbe voluta un'enciclopedia). Il resto te lo mostreremo di persona una volta che saremo lì.

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Marrakech è un casino allucinante: e ci piace proprio per questo!

Non si può dire di aver visto il Marocco se non si fa una visita a Marrakech, forse la città che più di tutte rappresenta a pieno l'anima di questo splendido Paese.

Come descrivertela?

Ecco, immagina un'esplosione di storia, cultura, colori, profumi e venditori che cercano di appiopparti artigianato locale di qualsiasi tipo, pronti a contrattare all'ultimo sangue: questa è la Medina, la città vecchia che ti accoglie e ti stordisce brutalmente con i suoi souq e il suo dedalo di vicoli che potrebbe confondere perfino Bear Grylls.

Poi c'è la famosa Piazza Djemaa el Fna, cuore pulsante di Marrakech.

Di giorno, è un casino totale, un bazar dove si possono trovare prodotti di qualsiasi tipo e cibi locali a volontà per abbuffarsi senza dignità. Ma è al calar del sole che la magia inizia davvero. La piazza si trasforma in un teatro all'aperto dove incantatori di serpenti, artisti e musicisti danno vita a uno spettacolo senza fine.

E, ovviamente, non possiamo parlare di Marrakech senza menzionare i suoi Riad - tradizionali abitazioni marocchine con giardini interni e fontane, che offrono un'oasi di pace nel casino della città. Dormire in un Riad è come fare un salto indietro nel tempo, godendosi al 100% la cultura locale: e quando ci troviamo in Marocco noi non ci facciamo mai scappare questa occasione.

La città più odiata da quelle bastarde delle zanzare? Forse è questa

Chefchaouen è uno di quei posti che se non lo vedi non ci credi...

La caratteristica per la quale è nota (e che ti farà rimanere di stucco appena la vedrai con i tuoi occhi) sono le sue strade e i suoi edifici dipinti in varie sfumature di blu: in sostanza ogni muro e ogni viottolo sono stati utilizzati come delle tele per trasformare la cittadina in una specie di galleria d'arte all'aperto.

"E perché cacchio hanno usato il blu? Non facevano prima a dare una bella mano di vernice grigio cemento stile palazzoni da abuso edilizio, che si trova tranquillamente da Brico scontatissima?".

Bella domanda che non ha una risposta certa.

Alcuni dicono che sia stato utilizzato il blu perché questo colore ha la particolarità di tenere lontani gli insetti. E chi ha mai vissuto in posti caldi come il Marocco sa bene come possono essere infami e rompicoglioni lì, specialmente quelle bastarde delle zanzare.

Altri, invece, sostengono che tutto sarebbe iniziato tutto negli anni '40 con la crescita della popolazione ebraica locale causata dalla fuga di numerose famiglie dalle persecuzioni naziste. Il blu sarebbe stato scelto per rappresentare il legame tra la cittadina e il regno dei cieli, nella speranza di fuggire in qualche modo dall'idea di inferno in terra che avevano conosciuto in Europa.

Quale di queste versioni sia vera ancora non lo sappiamo, ma di fronte a questo spettacolo non possiamo dire altro che: chi se ne importa del perché? In ogni caso è semplicemente fantastica!

Tra natura e UNESCO: due chicche del Marocco meridionale

Ouarzazate e Ait Benhaddou sono due gioiellini nel sud del Marocco, tanto belli quanto impronunciabili.

La zona è bollente, letteralmente!

Il clima è desertico e, siccome a Madre Natura piace fare un po' la carogna, ha deciso che qui nel Marocco meridionale le condizioni termiche devono passare dal gelo tipico dei mesi invernali a una temperatura di 'ommioddiomivogliostrapparelapelledidosso' gradi celsius.

Il paesaggio è una figata micidiale, sia dal punto di vista naturale che architettonico, tanto è vero che la zona di Ouarzazate è stata usata come set cinematografico per diversi filmoni, tra i quali Il Gladiatore.

Ait Benhaddou, in particolare, è una bomba: un villaggio fortificato costruito in terra cruda che a girarlo sembra di essere catapultati indietro nel tempo. O meglio, questo è l'aspetto dello ksar, patrimonio dell'UNESCO, la parte più antica della cittadina, costruita secoli fa per proteggere le rotte delle carovane che attraversavano il sahara.

Nel ventesimo secolo, poi, Ait Benhaddou si è espansa con la costruzione di noiosissime abitazioni moderne che ospitano la maggior parte della popolazione.

Bleah! Noi tifiamo per lo ksar e così sta facendo anche il governo marocchino che negli ultimi anni sta investendo in infrastrutture per rendere questa zona più facilmente raggiungibile e incoraggiare il suo ripopolamento.

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In conclusione

Ed ecco finito l'aperitivo, un assaggino di quello che ti aspetta nei nostri itinerari in Marocco. Perché sì, siccome vogliamo fare le cose bene, ne abbiamo organizzati ben 2, uno nel nord del Paese e uno nel sud.

Noi te li proponiamo entrambi: tu dai uno sguardo al programma e scegli quale preferisci. Ma se vuoi scoprire davvero lo spirito autentico del Marocco ti consigliamo di viverli tutti e due.

Prepara lo zaino che si parte!

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