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Il Parco Nazionale del Serengeti: ecco cosa ti perdi se rinunci a partire con noi in Tanzania

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È uno degli ecosistemi più spettacolari al mondo, con un botto di specie animali e vegetali che migrano per centinaia di chilometri (solo i primi, eh? Dove l'hai mai visto un albero che si sposta?)

Ogni mattina nel Serengeti un leone si sveglia e sa che c'è una gazzella che deve acchiappare se no nun se magna. Sempre la stessa mattina quella gazzella si sveglia e pensa tra sé e sé "ma che vuole quel leone lì? Che ha da fissare tanto quello stramboide? Vedi che sciroccati ci stanno in giro".

Vabbè, non me la ricordo bene, ma era qualcosa del genere.

Ciò che conta, però, è che non importa che tu sia un leone o una gazzella. L'importante è che ti leggi questo articolo dove ti parleremo di quanto è bello da morire il Serengeti, che alla fine ci pregherai di venire con noi in Tanzania con il nostro prossimo tour.

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Serengeti: erbivori imbottigliati nel traffico, savana a perdita d'occhio e tanto altro

Benvenuti nel cuore pulsante della Tanzania, dove la natura si esibisce in uno spettacolo senza eguali: il Parco Nazionale del Serengeti.

È una riserva enorme: 14.763 chilometri quadrati di pura natura, dove la savana incontra il cielo e la fauna selvatica regna sovrana. Fondato nel 1940, questo territorio non è solo un gigante geografico, ma anche un celebre veterano nel mondo dei parchi nazionali.

Qui, l'UNESCO ha deciso di apporre il suo prestigioso bollino di "Patrimonio dell'Umanità" nel 1981, riconoscendo non solo la bellezza mozzafiato del Serengeti, ma anche la sua importanza cruciale per il patrimonio naturale del pianeta.

Ma cosa rende il Serengeti così speciale, ti starai chiedendo.

Beh, a parte la sua immensità, che già ti sarebbe dovuta bastare a non fare questa domanda, ma a te piace fare la persona difficile e, vabbè...

Comunque, una delle caratteristiche più fighe del Serengeti è assolutamente la Grande Migrazione, una roba da paura. Si tratta di un fenomeno durante il quale più di un milione di erbivori (sì, più di un milione!) si spostano alla ricerca di pascoli migliori seguendo la ciclicità delle stagioni.

È un casino bestiale: mandrie su mandrie di gnu e zebre che migrano per centinaia di chilometri attraversando la savana, incanalandosi nei guadi creando ingorghi che nemmeno il Grande Raccordo Anulare. E assieme a loro, che sono i veri protagonisti del fenomeno, spesso migrano anche numerosi esemplari di altri animali come la gazzella di Thomson.

Naturalmente questa orda di erbivori viene spesso seguita da vicino da varie specie di predatori che, senza nemmeno rispettare la distanza di sicurezza, stanno lì pronti a procurarsi un pasto su quattro zampe.

Insomma, una figata allucinante che nel Serengeti avviene ogni anno!

La biodiversità del Serengeti, ovvero: 'mmazza, ma quanti animali ci stanno in questo posto?

Nel Serengeti Madre Natura ha scatenato la propria fantasia, creando un ecosistema unico al mondo.

Gli ungulati che vivono nel parco sono ben 2 milioni. E se ti stai chiedendo cosa diavolo sarebbe un ungulato, beh sarebbero tutti quegli animali con gli zoccoli. Quindi parliamo degli gnu, delle zebre e delle gazzelle citate nel paragrafo precedente, ma anche di giraffe, rinoceronti, antilopi e via dicendo. E non dimentichiamo gli olandesi, naturalmente.

E poi ci sono gli altri, naturalmente, i predatori che non vedono l'ora di beccare l'ungulato malcapitato di turno: il Serengeti ospita circa 4.000 leoni, un migliaio di leopardi che si aggirano furtivamente tra gli alberi e più di 500 ghepardi che schizzano da una parte all'altra come dei caffeinomani senza speranza.

E gli uccelli?

Ce ne sono ben 500 specie (una più una meno) che completano il ventaglio faunistico del parco.

Insomma, l'ecosistema del Serengeti non è solo un fenomeno di biodiversità; è un vero e proprio capolavoro vivente, una tela dove la natura dipinge quotidianamente scene di vita selvaggia, sopravvivenza e bellezza incontaminata.

Il problema della salvaguardia del Serengeti

La conservazione del Serengeti non è solo una questione di proteggere leoni, gnu e compagnia cantante; è una sfida ben più complicata che richiede un approccio olistico. Che, detto in stile 'parla come mangi', significa che è una dinamica complessa che necessita di interventi sotto numerosi punti di vista.

Pensaci un attimo: significa proteggere un'area che è più estesa di alcuni Stati, grande tipo quanto il Montenegro. Non quello da bere, l'altro che sta nei Balcani.

E questa zona è abitata da migliaia di animali e di specie vegetali che, per una serie di ragioni, possono da un momento all'altro correre il rischio di sparire per sempre!

Tra le sfide principali, naturalmente, c'è il bracconaggio. Perché, si sa, noi umani siamo i soliti stronzi e che ti puoi perdere l'occasione di ammazzare a caso gli animali selvatici?

Poi c'è il cambiamento climatico che ce lo siamo cercato (e continuiamo a cercarcelo, stronzi due volte) e che impatta non solo la nostra vita, ma anche e soprattutto quella degli animali selvatici, ridisegnando le mappe delle migrazioni e costringendo la fauna a cercare con crescente difficoltà di sfuggire alla desertificazione.

Non dimentichiamo l'importanza di bilanciare il delicatissimo equilibrio tra le esigenze delle comunità locali e la protezione dell'ecosistema, un altro casino ben difficile da gestire.

Insomma, la situazione è un gran casino, ma restiamo ottimisti nella speranza che le soluzioni attivate per la conservazione del Serengeti siano sempre più efficaci e in linea con l'obiettivo di salvaguardare questo spettacolare dono della natura.

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In conclusione

E quindi, alla fine del viaggio nel cuore pulsante della Tanzania, ci troviamo davanti a una realtà che è tanto splendida quanto fragile, un po' come la vita stessa. (Quanto siamo filosofi oggi...).

Il Serengeti non è solo un parco nazionale, è un emblema di ciò che il pianeta ha da offrire nella sua forma più selvaggia e pura. E a noi ci piace fargli una visitina una volta ogni tanto.

Che ne dici di partire in Tanzania insieme a Sto Gran Tour e assistere a tutto ciò che ha da offrire il Serengeti?

Leggiti un po' il programma del nostro itinerario di 13 giorni rigorosamente in self-drive e batti un colpo quando sei pronto!

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